La PM e l’avvocato della tragedia pugliese: spuntano altre foto. Familiari delle vittime: “Siamo avviliti, si faccia da parte”

Il Consiglio Superiore della Magistratura sta verificando se possano sussistere elementi di incompatibilità ambientale e funzionale

(Il Giornale) | ROMA – La foto del «baciapiede» tra il pm tranese Simona Merra e l’avvocato Leonardo Di Cesare -, la prima nel pool che indaga sul disastro ferroviario del 12 luglio scorso, il secondo difensore del capostazione di Andria indagato per l’incidente – finisce trasmessa, insieme all’esposto al quale era allegata, alla Prima Commissione del Csm.

L’iniziativa è stata del vicepresidente di Palazzo Marescialli, Giovanni Legnini, che conferma in una nota come la Prima Commissione stia da tempo lavorando a «un’istruttoria preliminare per verificare se sussistano o meno le condizioni per promuovere la procedura di incompatibilità ambientale e funzionale in relazione ai fatti narrati e ai magistrati» tranesi coinvolti «in diversi esposti». Molti dei quali riguardano proprio i rapporti tra magistrati e avvocati del distretto. Anche la denuncia con la foto del pm Merra, ha aggiunto Legnini «confluirà pertanto nella procedura in corso e nell’ambito della stessa sarà valutato».

Simona Merra Pm e Avvocato

Foto ed esposto sono stati già trasmessi anche alla Procura Generale della Cassazione per valutare eventuali profili disciplinari, insiste Legnini, che ha anche parlato con il procuratore capo facente funzioni di Trani – e coordinatore del pool che indaga sull’incidente – Francesco Giannella, che «mi ha assicurato che provvederà a fare le sue valutazioni», mentre il procuratore generale di Bari, Anna Maria Tosto, «a breve invierà» al Csm «una prima relazione sulla vicenda». Si dice invece «serena» la pm Merra, che spiega di non voler astenersi dall’incarico «perché non ci sono gravi motivi di opportunità», pur rimettendosi alle valutazioni del procuratore: «Se riterrà di sollevarmi da questo incarico chiaramente mi adeguerò». La foto, spiega il magistrato, venne scattata durante un gioco a una festa nell’estate 2013, unico periodo nel quale la pm avrebbe avuto una «conoscenza limitata» con l’avvocato (ma di foto ce n’è almeno un’altra, come vedete qui a fianco), che da parte sua ha confermato la «datazione» dello scatto, derubricato a «goliardata». Che però ha mandato su tutte le furie la figlia di una delle vittime dello schianto tra i treni della Ferrotramviaria, Daniela Castellano, «scioccata, avvilita e arrabbiata». «Noi parenti non possiamo vivere con l’incubo che le indagini possano essere influenzate da qualcos’altro», commenta la donna, chiedendo un passo indietro alla pm Merra.

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