Terni – “Ancora troppa corruzione dentro le Acciaierie. Stanare il marciume”

Duro intervento del consigliere regionale M5S Andrea Liberati: “Anche dopo le operazioni giudiziarie proseguono tranquillamente, dentro l’azienda, condotte delinquenziali a danno di AST e dei lavoratori” 

TERNI – “Il Movimento 5 Stelle non attenderà altre drammatiche vertenze per denunciare il marciume insediato in quello Stato nello Stato che è la TK-AST: l’ipotizzabile pervasiva presenza della criminalità organizzata anche a Terni e, in particolare, contro questa grande realtà produttiva internazionale, si traduce infatti in un attacco senza precedenti alla sicurezza dell’intera società umbra, con rischi per la salute dei dipendenti TK e dei residenti, nonché per la sopravvivenza della stessa impresa. Un attacco tanto spudorato da poter esser finalmente scoperto”. Lo afferma Andrea Liberati, capogruppo M5S all’Assemblea legislativa, annunciando che verranno coinvolte “le Commissioni antimafia nazionale e regionale, oltre quella parlamentare sul ciclo dei rifiuti. Metteremo in campo ogni iniziativa per ricacciare nell’angolo questi vigliacchi”.

Liberati produce immagini degli stabilimenti da cui emergerebbe che “dopo l’operazione giudiziaria delle scorse settimane, dimostrano come negli Stabilimenti un certo andazzo delittuoso (contro i lavoratori, contro l’impresa, contro la città) prosegue come se nulla fosse. Sta emergendo abbastanza materiale da indurci a credere che la vertenza AST del 2014 sia stata cagionata più dalla vasta corruzione in seno alla TK di Terni che da reali contingenze di mercato. E’ bene che l’azienda e le forze politiche e sociali approfondiscano al più presto un tema tanto cruciale, chiarendo puntigliosamente il pesantissimo prezzo di tali fattispecie criminose”.

Andrea Liberati si chiede inoltre “se tra i rottami necessari alla produzione di acciaio fossero stati infilati per anni terra o cemento o altri ‘materiali non rispondenti’, come descritto da certe cronache giudiziarie, quanti soldi reali avrebbe gettato fin qui l’acciaieria? E quanto altro inquinamento (inatteso, visti gli standard fusori) sarebbe stato generato, nemmeno catturato dai filtri, ammesso che poi tali dispositivi funzionino davvero? Quanti ulteriori ‘correttivi’ sarebbero stati poi necessari a produrre acciaio di alta qualità, con spese aggiuntive e insostenibili?”.

Il consigliere di opposizione pone poi l’interrogativo di “quante ulteriori diossine e PCB sarebbero disperse nella Conca ternana se il minuscolo rottame di tornitura fosse spruzzato di olii, affinché, alla materia prima, si leghino scientemente granuli di sabbia atti ad alterare la bilancia, fino al 30/40/50 percento della pesa? Ecco l’ultima trovata di certe canaglie, habitué di un’avidità criminale fino all’abiezione. Possibile che nessuno, tra coloro che contano, si accorga di alcunché? Possibile che gli apicali di questa comunità e di questa regione non siano informati mai di nulla? Oppure l’omertà è regola di vita per alcuni protagonisti? E perché, di grazia? Provo imbarazzo e umano dispiacere per voi. Per chi vive nel buio e nella menzogna”. (Acs)

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