Otricoli: mezzi pesanti invadono l’area archeologica. Il Comune emette le ordinanze ma non le fa rispettare

Mezzi pesanti hanno danneggiato i resti archeologici, la segnaletica stradale e divelto i dissuasori per il passaggio. L’Amministrazione Comunale ancora non ha provveduto a ripristinare il divieto di transito pesante nel parco archeologico

OTRICOLI – La storia è piuttosto lunga ed incomincia con le prescrizioni della dott.ssa Feruglio, allora Soprintendente per l’Archeologia dell’Umbria, con note n. 5185 del 21 aprile 2000 e n. 5813 del 10 maggio 2000, tendenti ad obbligare l’amministrazione comunale di Otricoli a vietare il passaggio dei mezzi pesanti attraverso le strutture del “porto dell’olio” sull’antica ansa del Tevere.

C’è da dire che la strada in realtà è stata sempre utilizzata, quasi esclusivamente e in violazione delle prescrizioni delle Autorità preposte, come scorciatoia per il transito dei mezzi pesanti provenienti dai territori di Orte e Narni. Mezzi pesanti che, al contrario, dovrebbero passare per altre due strade, esterne all’area archeologica e adatte a sopportare carichi di oltre 3,5 tonnellate. Furono emanate due ordinanze dall’allora sindaco Antonio Liberati, n. 21 del 6 giugno 2000 e n. 38 del 9 agosto 2000, ma senza alcun effetto: non furono mai rispettate e probabilmente non ci fu alcun interesse a che lo fossero.
Nel 2015, cambiato sindaco e amministrazione, fu emessa l’ordinanza n.23/2015 (leggi qui il testo) e furono installati opportuni dissuasori per impedire il passaggio in area archeologica di carichi pesanti più larghi di 2 metri e più lunghi di 4,5 metri.

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Tutto è andato bene: soprintendenza, comune, forze dell’ordine e cittadini soddisfatti. Ma questo solo fino alle elezioni.
Il 6 giugno 2016 è stato eletto il “nuovo” sindaco, il veterinario-dirigente ASL Antonio Liberati.
Nell’area archeologica sono subito cominciate azioni di autentica “rappresaglia” fino alla situazione presente:
– le barriere dissuasorie, installate a seguito dell’ordinanza 23/15, sono state rimosse in modo da poter riprendere il traffico dei mezzi pesanti,
– la segnaletica luminosa è stata frantumata e i segnali stradali sono stati abbattuti.
Intanto è rimasta ancora una volta danneggiata la conduttura di acquedotto romano posta sulla curva della strada e la cisterna romana su proprietà privata ha avuto bisogno di puntellamenti precauzionali.
Oltre 15 anni fa, quando il Comune di Otricoli allargò la strada di “porto dell’olio”, senza l’autorizzazione della soprintendenza archeologica e senza l’autorizzazione della proprietà, era sindaco lo stesso veterinario-dirigente ASL di adesso. Non è noto se la Magistratura ternana abbia mai preso provvedimenti sui fatti all’epoca segnalati da associazioni locali.
Forse le “rappresaglie” sulla segnaletica stradale nel parco archeologico di Otricoli non capitano per caso.
C’è il timore che la ripresa abusiva dei transiti in area archeologica crei il risultato paradossale che i proprietari frontisti potrebbero essere chiamati a rispondere per danni a persone e a cose di interesse archeologico. Danni causati dal passaggio dei mezzi pesanti sulle strutture antiche e dalle vibrazioni trasmesse ai muri, già crollati in passato dalla soprastante scarpata resa instabile a causa dell’allargamento senza autorizzazioni ad opera del comune, avvenuto nel 2000.

Chi dovrà provvedere al rispetto delle prescrizioni delle Autorità competenti e delle stesse ordinanze comunali?

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