Sogin, Senatori della Commissione Industria scrivono al Governo per sollecitare cambio al vertice

Inviata una lettera al Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e al Ministro dello Svilippo Economico, Carlo Calenda. “Rallentamenti dei lavori di decommissioning. Occorre più attenzione al materiale nucleare. Tali ritardi determinano un inaccettabile aumento della bolletta elettrica”

ROMA (AdnKronos) – E’ necessario un avvicendamento al vertice gestionale di Sogin. A chiederlo, in una lettera inviata al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan e al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda sono i senatori, membri della commissione Industria di palazzo Madama, Massimo Mucchetti, Salvatore Tomaselli, Aldo Di Biagio, Paola Pelino, Nunziante Consiglio, Mara Valdinosi, Francesco Scalia, Elena Fissore, Luigi Marino, Adele Gambaro, Gianni Pietro Girotto, Bruno Astorre, Francesco Giacobbe, Pamela Orrù, Camilla Fabbri e Pietro Ichino.

“Il cambiamento al vertice del ministero dello sviluppo economico e l’avvicinarsi delle scadenze assembleari della società -scrivono nella missiva- autorizzavano la speranza che la questione Sogin fosse prossima alla soluzione, con il riconoscimento del ruolo avuto dalla presidenza e dal consiglio di amministrazione nella denuncia delle inefficienze e con il conseguente avvicendamento al vertice gestionale”.

Purtroppo, aggiungono, “registriamo continui rinvii di decisioni che a quanti hanno seguito la vicenda sembrano ovvie, mentre fioriscono iniziative parlamentari dell’ultima ora che potrebbero avere l’effetto di confondere le acque e allontanare l’attenzione del Governo dalle reali responsabilità”.

Con questa nuova lettera, proseguono i senatori, “non intendiamo invocare la risposta che non c’è stata. Saremmo fuori tempo massimo. Chiediamo invece che si rompano gli indugi e che si faccia quel che si deve fare”.

Come ricordano i firmatari della missiva ai due ministri: “Il 22 dicembre 2014 tredici senatori della Commissione industria, commercio, turismo avevano richiesto il vostro intervento per risolvere i problemi gestionali della Sogin che già allora avevano determinato notevoli rallentamenti dei lavori di decommissioning rispetto ai programmi annunciati dall’amministratore delegato”.

Quei ritardi, rilevano, “si sono aggravati nei mesi seguenti sia sotto il profilo meramente quantitativo sia sotto il profilo qualitativo non foss’altro perché, per attenuarne l’impatto sul cronoprogramma, Sogin ha dedicato attenzione e risorse agli interventi più comodi, più legati alla carpenteria e meno al materiale nucleare. Tali ritardi determinano un inaccettabile aggravio della bolletta elettrica. La lettura professionale dei rendiconti della Sogin per gli anni 2014 e 2015 e per la prima parte del 2016 conferma le preoccupazioni che avevamo allora manifestato e che abbiamo in seguito, e in più occasioni, ribadito in forma orale a diversi esponenti del Governo. Non abbiamo mai avuto risposta alla lettera del 22 dicembre 2014”, concludono.

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