Attentato a Nizza: camion lanciato contro la folla che assiste alla parata per il 14 luglio

Decine di morti e centinaia di feriti. Il tir sterzava di continuo per falciare quante più persone possibile. Conducente ucciso dalla polizia: era un trentunenne di origini tunisine residente a Nizza 

PARIGI – Gli spari che si confondono con i fuochi di artificio, le urla coperte dalle musiche dello spettacolo. E’ stato un 14 luglio di sangue per Nizza e per la Francia. La folla stava assistendo ai fuochi di artificio sulla Promenade des Anglais, il viale sul lungomare di Nizza. Alle 22.30 un camion si è lanciato sul pubblico riunito per la festa nazionale del 14 luglio. I testimoni raccontano di alcuni colpi di fuoco sparati dalla Polizia per fermare il camion nella sua corsa folle, lunga ben due chilometri, ma la circostanza non è stata subito confermata, perché proprio in quel momento stavano esplodendo in cielo i bengala che festeggiano la presa della Bastiglia.
Terrore a Nizza, camion e spari sulla folla. Il tir a zigzag per falciare più passanti. Almeno 78 morti.

Il camion che ha travolto la folla
Il camion che ha travolto la folla

Quel Tir lanciato sulla folla. Ma con il passare del tempo la speranza che non si tratti di un attentato è svanita. L’automezzo, un tir bianco, ha travolto almeno due cordoni di sicurezza, quindi la sua intenzione era proprio quella di scagliarsi contro la gente ferma in strada per assistere allo spettacolo. Ma subito dopo la tragedia la prefettura delle Alpi Marittime ha evocato un attentato di natura terroristica, chiedendo agli abitanti di Nizza di rimanere chiusi in casa. E lo stesso hanno fatto i gendarmi con i clienti dei numerosi bar aperti sl lungomare, bloccati dentro i locali chiusi a chiave seguendo le indicazioni delle autorità. Le prime testimonianze che arrivano da Nizza parlano di un nuovo massacro dopo quello del 13 novembre scorso a Parigi. Sul selciato i corpi delle vittime coperti dai teli blu sono decine. Daniel Allemand, cronista di Nice-Matin si trovava sulla Promenade des Anglais al momento dell’attentato. “La gente correva, con gli agenti della Polizia che urlavano di correre dalla parte opposta della strada. Non so come ci è riuscito, ma il camion è salito sulla promenade e ha falciato centinaia di persone. Ho visto corpi volare come birilli. Ho messo un po’ prima di capire cosa stava accadendo. Sull’asfalto c’è sangue dappertutto”.

La fuga e il panico, gli spari. Le immagini registrate subito dopo l’attentato mostrano turisti in fuga e in preda al panico. Un testimone che si trovava in un ristorante sul mare racconta di aver sentito degli spari, dal suono ben diverso di quello dei fuochi di artificio. Altri testimoni hanno parlato di raffiche di mitra e colpi di pistola, dirette sulla folla. La polizia avrebbe risposto al fuoco aperto dai terroristi a bordo del camion. Le prime foto riprese dalle case di fronte mostrano il muso del tir crivellato di colpi. “La musica copriva tutto”, racconta un altro testimone. “Nessuno ha capito cosa stava succedendo, e questo ha impedito alla gente di mettersi al riparo. Il camion è arrivato a grande velocità su una strada completamente piena di persone che passeggiavano rivolte verso il mare per guardare i fuochi di artificio”.
Lo slalom del camion per 2 chilometri per falciare più persone. Il camion di 4 tonnellate è avanzato a 80 chilometri all’ora facendo una sorta di slalom tra la gente, per fare il massimo di morti. Le vittime e i feriti sono su oltre 2 chilometri del celebre lungomare. Il camion è stato fermato dalla polizia davanti all’hotel Negresco, uno dei simboli di Nizza. Gli ultimi aggiornamenti confermano lo scontro a fuoco e l’uccisione dell’uomo al volante del camion.

Armi sul Tir e il timore di complici in fuga. Nei tir sono state ritrovate armi automatiche e granate. Ma non è chiaro se ci fossero complici. Alcune fonti parlano di altri uomini ancora in fuga. Per tutta la serata a Nizza si sono diffuse voci di ostaggi trincerati in ristoranti e di altre minacce. Il ministero dell’Interno ha dovuto più volte smentire i vari allarmi. Le autorità hanno recintato la zona, creando un perimetro di sicurezza che ha isolato la promenade des Anglais.
Strage Nizza, il camion dei terroristi forza la zona pedonale
I soccorsi e la solidarietà dei cittadini. Sul posto ci sono centinaia di ambulanze arrivate da tutta la provincia, oltre ai militari dell’esercito. I gestori delle spiagge sono tornati per aprire sdraio e mettere a disposizioni teli per dare un primo soccorso ai feriti. Alcune discoteche del centro sono state trasformate in pronto soccorso. Christian Estrosi, l’ex sindaco di Nizza ora governatore delle regione della Provenza e della Costa azzurra, ha subito evocato “decine e decine di morti”.

Lo stato d’emergenza. La Francia è ancora in stato d’emergenza, dichiarato dopo le stragi del 13 novembre. C’era grande timore per gli Europei di calcio per gli assembramenti di tifosi che erano considerati bersagli facili. Alla fine le autorità avevano tirato un sospiro di sollievo. Nonostante le paure, non era successo nulla, l’Europeo era stato un successo sul piano della sicurezza e della prevenzione degli attentati. François Hollande che era ieri ad Avignone per il festival di teatro è tornato in emergenza a Parigi per presidiare un’unità di crisi. Le autorità non hanno parlato di rivendicazioni né della matrice dell’attacco. L’Is aveva diffuso nelle ultime settimane diversi appelli a colpire la Francia, anche con atti isolati.

L’avviso della polizia alla vigilia della festività. E proprio nei giorni scorsi, alla vigilia dei festeggiamenti per il 14 luglio, la polizia francese aveva emesso un avviso interno per “possibili attacchi con autobomba o con veicoli durante i raduni previsti per la festività”.

Hollande e la speranza ora caduta di un ritorno alla normalità. Il 13 giugno c’era stata l’uccisione di un poliziotto e di sua moglie a Magnanville, nella periferia ovest di Parigi. Proprio ieri nel suo discorso per la festa nazionale, François Hollande, aveva annunciato di non voler rinnovare lo stato di emergenza che termina il 26 luglio. “Dobbiamo tornare alla normalità” era l’auspicio del leader socialista. Ma la pace, e la speranza di tornare a una vita normale in Francia, sono durate poco.

Anais Ginori per “La Repubblica”

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