Discarica di Borgogiglione, Liberati (M5S) segnala anomalie amministrative alla Procura di Perugia

PERUGIA – Il capogruppo regionale del M5S, Andrea Liberati, fa sapere di avere inviato alla Procura della Repubblica di Perugia, al Corpo Forestale dello Stato, al Nucleo Operativo Ecologico dell’Umbria, al Ministero dell’Ambiente e alla Commissione Europea-Direttorato Generale per l’Ambiente una “Istanza di intervento e accertamenti urgenti” al fine di stabilire “se siano state commesse violazioni di legge, anche penalmente rilevanti” riguardanti “le modalità di utilizzo del bioreattore per il trattamento di biostabilizzazione presso la discarica di Borgogiglione e quindi lo smaltimento del sottovaglio proveniente dall’impianto di Ponte Rio e dagli scarti secondari dell’impianto di Pietramelina”.

Nella sua istanza Liberati spiega che “con determina dirigenziale n. 83 del 13/01/2012 la Provincia di Perugia ha rilasciato l’Autorizzazione Integrata Ambientale per la discarica di Borgogiglione di Magione che prevedeva anche l’utilizzo della modalità bioreattore. La Regione Umbria – aggiunge l’esponente pentastellato -, nel 2016 con due atti dirigenziali (565 del 02/02/2016 e 4452 del 31/05/2016) ha prorogato la prosecuzione temporanea della gestione in modalità bioreattore fino al 31 maggio 2016 e successivamente al 31 ottobre”.
Tutto questo, secondo Liberati “in disapplicazione di normative vigenti: allegato IX alla Parte II del decreto legislativo ‘152/06’, in cui si prevede che la durata dell’autorizzazione è di due anni, salvo proroga che può essere concessa previa verifica annuale dei risultati raggiunti e non può comunque superare altri due anni”.

Il capogruppo pentastellato rileva poi che le citate proroghe “sono state rilasciate anche con parere negativo di ARPA Umbria che nella nota del 07/12/2015 aveva rilevato che erano state collaudate solo sei celle rispetto alle dieci oggetto di sperimentazione e che una valutazione completa poteva essere fatta solo al termine del collaudo di tutte le celle previste. Non erano stati inoltre forniti sufficienti elementi a sostegno della valutazione dei benefici ambientali del bioreattore relativa al biogas, al percolato e agli assestamenti. E, infine, non era stata fatta nessuna valutazione dei benefici economici evidenziati dal Gestore nella relazione allegata all’istanza di rinnovo del novembre 2015”.

Liberati cita poi nel suo atto altre note dell’Arpa, del 1 febbraio 2016 e del 30 maggio 2016, che rilevavano “criticità riguardanti il bioreattore e denuncia che la Ditta ha ripresentato la stessa relazione sulle valutazioni ambientali del bioreattore già inviata il 3/12/2015 e aggiunge inoltre che la stessa Ditta ha omesso di effettuare le operazioni di collaudo della cella n. 8, che dovevano essere espletate entro nove mesi del completamento della cella in esame che era avvenuto il 15/05/2015. In sostanza – sottolinea – è stata concessa la proroga anche senza comunicare tale illecito alla competente Autorità Giudiziaria e senza emanare la necessaria diffida prevista dal decreto legislativo ‘152/06’, con conseguente omissione degli atti da parte della Regione, così come previsto dalle disposizioni normative per il caso di specie.

“Un’ulteriore gravità amministrativa sul procedimento – rileva infine nella sua istanza Liberati – è rappresentata dal fatto che la ditta ha presentato un piano di ‘refitting’, che prevede, così come da comunicato della Regione e pubblicato sui media locali, una rimodellazione della discarica con conseguente spostamento dei rifiuti già abbancati da una parte all’altra della discarica. In tale occasione gli uffici competenti hanno avviato il procedimento, chiedendo parere ai vari soggetti interessati, senza respingere tale progetto, non tenendo conto quindi che si differenzia da quello approvato con D.D. 83/2012 e che la movimentazione dei rifiuti costituisce per la popolazione e per l’ambiente un aggravio delle condizioni sanitarie e ambientali”. (Acs)

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